Ancora un giro

Passeggiare per Vignola la sera, dopo il tramonto, è abbastanza deludente.

Per il degrado, per il senso di abbandono, che aumenta con l’oscurità, per i sempre meno vignolesi che ancora riescono a godersi il loro paese.

La giostrina dei cavalli, quando è ancora accesa, è come un faro solitario.

Rassicurante e malinconica allo stesso tempo, ti viene da chiedere che ne sarà quando non ci sarà più.

Perché prima o poi qualche solerte dipendente comunale deciderà che li non ci può più stare, o semplicemente l’anziana coppia che la gestisce, sempre sorridente e gentile, deciderà di ritirarsi.

Di sicuro, tutto sarà diverso.

Ucraina, oggi.

Crisi in Ucraina oggi, vista nel 2007

Non so se avrò mai occasione di tornare in Ucraina, la composizione geografica familiare è mutata parecchio, ma le crisi familiari non sono nulla in confronto a quanto sta subendo quel popolo.

Certo tornerei volentieri, pure da solo, ed hai visto mai…

La crisi attuale in Ucraina mi ha fatto ripensare ad una foto che avevo fatto a Truskavets, nel 2007, la prima volta che ci sono andato.

L’isola con il diavoletto dentro

Il diavoletto di Lanzarote

Il diavoletto di Lanzarote, protagonista quanto mai azzeccato dell’isola.

Sulle prime, vedi l’isola e associ il diavoletto ai paesaggi unici ed incredibili che l’isola offre, talvolta poco rassicuranti per il visitatore.

Poi scopri che di malefico in realtà il diavoletto c’ha poco o nulla, simbolo invece di virilità e fecondità, per tradizioni che si perdono con presenza dell’uomo sull’isola, contaminate nella storia dalle “solite” influenze cristiane. Continua a leggere L’isola con il diavoletto dentro

Parigi, le donne e le ostriche

Parigi la Tour Eiffel dai giardini del Trocadéro

Altamente sconsigliabile andare a Parigi con una donna a cui non piacciono le ostriche.
Le ostriche fanno indiscutibilmente parte di Parigi, come le baguettes ed il pastis.

Come un apérihuitre e tanta buona musica nel quartiere latino, dopo un omaggio all’indimenticata Dalida a Montmartre.
E perché no, come una serata al Mulin Rouge, che per quanto turistico e banale possa sembrare, ha sempre il suo perché.

Prima di partire, però, meglio informarsi se le piacciono le ostriche…

I fantasmi di Pripyat

Vado in Ucraina una o due volte l’anno, ma sono troppo lontano da Chernobyl, eppure mi piacerebbe proprio tanto fare un’escursione nella zona proibita.

Troppe volte mi sono informato, in particolare su Pripyat, la città fantasma, magari una volta o l’altra ci riesco pure.

Quando poi vedo reportage come questo, mi vien voglia di fare le valigie e partire subito.

i graffiti di Pripyat - Chernobyl Ucraina

Vai a guardarti tutte le altre foto del reportage su Ukraine travel blog.

Foto di Alex Cheban.

Santa Lussia la vien de note

Quando ero bambino, a Verona, ancor prima di Babbo Natale e la Befana, c’era la notte di Santa Lucia.

Una notte magica.

La notte tra il 12 e il 13 dicembre, Santa Lucia entrava nelle case dei bambini buoni e portava loro dei regali. Chi diceva che passava da un buco nel soffitto, che si richiudeva velocissimo, altri che lasciava i regali davanti alla porta, se gli facevi trovare del latte e del fieno per il fido asinello Gastaldo.

Pochi regali, nel mio caso, perché i miei si potevano permettere poco, ma a un bambino basta davvero poco per giocare ed essere felice. Ai bambini meno buoni toccava il carbone, ma alla fine era buono pure quello, dolcissimo.

Era una delle rare notti in cui si andava a letto presto, di corsa, perché se la santa arrivava e trovava qualche bimbo sveglio erano guai. Niente regali, ma peggio ancora tanta cenere negli occhi, fino a rimanere ciechi.

Santa Lussia la vien de note, con le scarpe tute rote, col capel a la romana, Santa Lussia le’ to’ mama

Santa Lucia era cieca, e la tradizione vuole che a questa santa si votarono le mamme dei bambini che, in epoca imprecisata, furono vittime di un’epidemia sconosciuta che colpiva gli occhi, che portava alla cecità. Naturalmente l’intervento della santa fu provvidenziale, e di qui la festa.

In dicembre, attorno all’Arena di Verona, ci sono i banchetti di Santa Lucia. Ora c’è di tutto e di più, una volta erano praticamente solo regali per bimbi e dolciumi. O forse eravamo noi bimbi che vedevamo solo quelli…

Storie di Londra

Londra bisogna che ci torni, prima o poi. L’ultima volta ci sono stato nel 2002, prima ero molto giovane e cercavo altre cose, nel 2002 ho cercato Londra e non ci sono riuscito.

Sicuramente per colpa mia, perché Londra c’è, è li da parecchi secoli alla portata di tutti, davanti al naso passo dopo passo, solo che io non la vedevo. Vuoi per la fretta di vedere troppe cose in troppo pochi giorni, vuoi perché forse non ero nello spirito giusto, in quei giorni.

Di Londra ricordo poco, e questo la dice lunga. Ricordo la parte egizia del British Museum, le abbuffate di fish and chips per mancanza di alternative, e una Londra dai finestrini degli storici autobus a due piani, i “Double Decker”, in un fine pomeriggio di pioggia come solo Londra sa regalare.

Troppo poco, tocca assolutamente tornarci.

Storie di New York

Torri Gemelle - New York - giugno 2001

A New York ci sono andato una sola volta.

Sarebbe più corretto dire “sono andato a Manhattan”, perché se vai a New York per la prima volta per una settimana, è difficile che riesci a vedere qualcosa di più. Del resto Manhattan è talmente coinvolgente che potresti pure viverci senza mai cambiare quartiere.

Sfiga ha voluto che non sono più riuscito a tornarci, e solo io so quanto mi piacerebbe.

A New York ci sono andato a fine giugno, all’11 settembre mancavano solo due mesi.

Quando sono arrivato sotto le torri gemelle ero stanco e affamato, avevo camminato tutta la mattina, e le ho visitate quasi svogliatamente. A ripensarci, riguardando le foto, guardando la grande mela vista dall’alto di una delle due torri, fa un certo effetto.