Neve, blackout e incremento demografico

Neve e blackout a Vignola

Ieri, Venerdì, mi sono svegliato molto presto, cosa che in generale mi mette di cattivo umore.

Tanta neve da spalare, e il bimbo da andare a prendere dalla madre per portarlo a scuola.

Cosa non si fa per i bimbi.

Svegliarsi presto e spalare neve, imprecando come se servisse a scaldarsi. Poi ci si mette pure il Comune di Vignola, che avvisa della chiusura delle scuole per neve solo alle 7:40, l’incazzatura è assicurata.

Un pochino prima no, eh?

Penso a quelli che l’annuncio lo hanno ricevuto quando ormai erano già davanti al portone chiuso della scuola. Non mi consola, ma immagino che quelli erano decisamente molto più incazzati di me.

Più o meno alle 11 va via la luce.

Un blackout temporaneo, pensano tutti, dovuto al maltempo, per poi scoprire che anche molti dei paesi vicino sono nella stessa situazione, che la neve ha causato un guasto serio da qualche parte nella vallata, e che ci vorrà parecchio tempo per ripristinarlo.

Definiamo parecchio tempo, per cortesia. Decine di minuti? Un’ora? Qualche ora? Giorni? Continua a leggere Neve, blackout e incremento demografico

Paddington Impossible

paddington

Ogni promessa è debito, ed ho promesso Paddington.

Poco male, pop-corn magnum e cola per sopportare meglio l’attesa dei titoli di coda.

Sullo schermo c’è un coppia felice di orsi del Perù, e c’è un esploratore inglese in bianco e nero.

Passano i decenni e la famiglia si arricchisce di un orsetto, il nipote.

Ma com’è che in cartoni e animazioni sempre e solo nipoti? Anche a Topolinia e Paperopoli, tanti nipoti ma di figli non se ne parla. Continua a leggere Paddington Impossible

Parole d’amore mai arrivate, o che non lo erano.

Parole d'amore abbandonate al loro destino

Ditelo con i fiori, dicono.

E se poi i fiori non riescono a dire quello che hai nella mente, e soprattutto nel cuore?

Magari anche due parole non ci stanno male, di quelle che non ci devi pensare troppo.

Che dici, un bigliettino ci sta bene?

Magari ci scappa uno sguardo, un abbraccio, un bacio.

Magari no, magari è la storia di qualcuno che aspetta chi non verrà mai.

Magari le parole finiscono calpestate, come i fiori sul ciglio della strada.

Magari non erano nemmeno parole d’amore.

Magari era il degno finale di un amore violento.

Minchia quante storie, per un mazzo di fiori fotografato per strada…

La permanente

Certe donne, quando escono dal parrucchiere

D’accordo tesoro, volevi cambiare il tuo look e sembrare più giovane, è legittimo.

Però fidarsi dei consigli della parrucchiera 17enne piena di piercing, appena assunta, converrai che forse non è stata una buona idea.

E non dirmi che non te l’avevo detto…

Suvvia, piantala di fare quella faccia imbronciata…

Puoi sempre dire che ti hanno chiamata per un casting, quello di quel nuovo reality, i sopravvissuti ai fulmini…

(Tratto da una storia vera)

Papà, da piccolo eri in prigione?

sbarre prigione

Bimbo: Papà, quando eri piccolo giocavi con Spiderman? Avevi i guanti per le ragnatele?

Io: No tesoro, quando avevo 4 anni io Spiderman ancora non c’era in Italia, era appena stato inventato in America.

Bimbo: Ma ti piaceva guardare i cartoni della Pimpa e Cars?

Io: Quando ero piccolo io, la televisione la guardavamo solo una mezzoretta al giorno, c’era un canale solo e tutto il resto del giorno erano programmi per grandi. La Pimpa, Cars e Peppa Pig non esistevano ancora.

Bimbo: Ma i giochi sul computer quelli li facevi anche tu, vero?

Io: No amore, quando ero bimbo io nessuno aveva un computer in casa.

Bimbo: E che giochi avevi?

Io: I soldatini, le piste con le macchinine, i trenini…

Bimbo: Papà, ma quando tu eri piccolo, eri in prigione?

Versione barbuta, sempre piaciuta…

Finalmente il bimbo si è rassegnato all’idea di vedermi con un po’ di barba, e non mi rompe più le scatole per tagliarla.

La mia innata pigrizia, ed il mio odio profondo per il doversi fare la barba tutti i giorni o quasi, ringraziano.

#selfie rosso e nero

Una foto pubblicata da Roberto Rota (@zigorob) in data:

Brigida

Me la ricordo bene, Brigida.

Nella stupidità ormonale tipica dei quattordicenni brufolosi l’avevamo soprannominata “Frigida”.

Nessuno di noi però aveva mai potuto verificarlo.

Brigida era la più bella di tutte, dimostrava più anni di quelli che aveva. Era più sveglia, ed era territorio di  caccia di quelli più grandi, quelli con la moto con la targa.

Tutti si prendevano una cotta per Brigida, prima o poi, tutti ci hanno più o meno provato, tutti ci hanno guadagnato un due di picche.

Per fortuna c’era Luisa.

Luisa non era bella come Brigida, ma non era certo da buttar via.

In compenso aveva tette grandi, più grandi di quelle di Brigida.

Le tette di Luisa erano un ottimo rimedio contro le cotte per Brigida.