Duemilaquindici, magari…

venditrice di palloncini

Unicogenito, ormai quasi cinquenne, ha capito che tra Babbo Natale e la Befana c’è una cosa di una cosa di cui tutti i grandi parlano, il capodanno, ed è molto incuriosito.

Ha capito che la mamma è molto eccitata per questo, va dal parrucchiere e si compra vestiti nuovi, mentre al babbo non gliene può fregare di meno.

Ha capito pure, e questo lo turba decisamente di più, che capodanno è una festa anomala, perché lui non riceve regali, e questa è la vera tragedia.

Mamma e nonna cercano, senza successo, di spacciargli per regali i vestiti e le scarpe nuove, comprate apposta per capodanno.

Ho cercato allora di spiegargli, per quanto possibile, che a capodanno finisce un anno e ne comincia uno nuovo, che nel nuovo anno si ripongono tante aspettative.

“Papà, e cosa succederà con il nuovo anno?”

Bella domanda.

Anche le aspettative sono diventate merce rara.

Chissà, forse quel signore buffo riuscirà davvero ad abbassare le tasse ed a creare tanti posti di lavoro, per tutti quei poveri papà che fanno sempre più fatica a comprare dei regalini per i loro bimbi.

Magari Vladimiro, quell’altro signore, quello cattivo, smetterà di fare la guerra nel paese di dido Petrò, nonno Pietro.

Magari il lupo, quello cattivo, vince alla lotteria, apre un ristorante vegetariano di gnocco e tigelle, e la pianta di dare la caccia ai tre porcellini.

Chissà…

Pubblicato da

Roberto Rota

Nasco fotografo, e lo faccio diventare un lavoro. In tarda età mi appassiono di informatica e networking, che prendono il sopravvento anche professionalmente. Ora mi occupo prevalentemente di consulenza e assistenza su WordPress, progetti web e comunicazione in rete.

2 pensieri su “Duemilaquindici, magari…”

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