La rete dimentica, e in fretta.

dente-di-leone

Un amico blogger, scrittore mancato per sua stessa ammissione, mi ha scritto:

“Scrivo sul mio blog così tanto perché voglio rimanga qualcosa di me, quando non ci sarò più o non sarò più in grado di farlo, perché la rete non dimentica, tutto rimane per sempre.”

Col cavolo. La rete dimentica, e pure in fretta.

Mi piace l’idea romantica della rete, ma ho smesso di essere romantico già da un pezzo.

Metti che schiatti, il tuo blog ti sopravvive finché non scade il dominio, e l’hosting non viene rinnovato.

Poi pluff, tutto svanisce nel nulla cosmico.

“Ma ci sono i motori di ricerca, con le loro cache, e i social network, quelli conservano tutto”

Praticamente il sottoscala della memoria di Internet, dove solo pochi colletti bianchi della rete sanno come recuperare qualche stralcio di quella memoria finita nella terra di nessuno.

Di ciò che ho scritto in rete nel 1998, su diversi siti e per parecchio tempo, rimane traccia solo dei materiali per il sito che è ancora attivo.

Tutto il resto, dei siti defunti, rimane solo qualche flebile traccia, grazie soprattutto a qualche sopravvissuta autocitazione.

Piccoli frammenti, che da soli non hanno più senso.

La rete dimentica, eccome.

Foto: Josch13

Pubblicato da

Roberto Rota

Nasco fotografo, e lo faccio diventare un lavoro. In tarda età mi appassiono di informatica e networking, che prendono il sopravvento anche professionalmente. Ora mi occupo prevalentemente di consulenza e assistenza su WordPress, progetti web e comunicazione in rete.

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