Noi ci credevamo, alla rivoluzione…

Quando ero giovane, tanti decenni fa, credevo che una rivoluzione era possibile.

Lo credevamo in tanti, chi da una parte, chi dall’altra.

Qualcuno, come me, ha vomitato tanto, e ne è uscito. Schifato.

Qualcuno si è fatto prendere la mano, ed ha cominciato a sparare. Tanti sono finiti in galera, o sono scappati, qualcuno è stato massacrato di botte. Qualcuno ci ha lasciato la pelle.

Tanti hanno rincorso una carriera politica, inseguendo il sogno di poter cambiare le cose da dentro il sistema.

Ora, le facce di allora, gli amici della birreria e delle sedi di partito, sono sui giornali. Non hanno sparato, non hanno ucciso nessuno.

Molto peggio, hanno ucciso i sogni di tanta gente, hanno tolto la possibilità di una vita decorosa agli stessi che li hanno votati, depredandoli vigliaccamente.

Ora, senza vergogna alcuna, rincorrono una conferma.

Sono gli stessi che hanno ereditato il potere dai loro predecessori, quelli stessi che avrebbero voluto combattere, quando ancora gli ideali contavano qualcosa.

Sono gli stessi che hanno impoverito una nazione, che l’hanno messa in ginocchio, per il loro tornaconto. Gonfi di quella fastidiosa arroganza che arriva dalla sicurezza di farla franca, comunque, in un modo o nell’altro.

Meschine marionette in mano a poteri ancora più grandi.

La rivoluzione ha vomitato i suoi figli.

Pubblicato da

Roberto Rota

Nasco fotografo, e lo faccio diventare un lavoro. In tarda età mi appassiono di informatica e networking, che prendono il sopravvento anche professionalmente. Ora mi occupo prevalentemente di consulenza e assistenza su WordPress, progetti web e comunicazione in rete.

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