Quello che mi raccontano i miei amici ucraini.

Ucraina - Russia

I miei amici ucraini vivono in quella parte di paese al confine con la Polonia, nei pressi di Lviv (o Leopoli, o Lvov alla russa che dir si voglia).

Molti dei miei amici ucraini hanno un’età tale da poter raccontare buona parte in prima persona delle vicissitudini di quel paese. Dal dopoguerra alla guerra fredda, Dl muro di berlino alla secessione. Storie interessantissime, credetemi.

Alcuni sono filorussi, della serie che si stava meglio quando si stava peggio (non avevamo i vestiti firmati ma avevamo il pane, mi dicevano). Altri no, e per quello che mi ricordo fino a ieri le discussioni si limitavano al bar, davanti a tanta birra e vodka.

Ora al bar non ne parlano più. Sono comparsi dal nulla dei figuri poco raccomandabili, che ogni pretesto è buono per scatenare un putiferio, e se ci scappa qualche testa rotta è meglio.

Molti di loro per sbarcare il lunario lavorano in Russia, o in stati confederati, per aziende russe. Alcuni pure in Siberia, un lavoro maledetto nei campi petroliferi.

Un lavoro che mina indelebilmente il fisico, ma che molti preferiscono allo sbarcare il lunario alla meno peggio, quando si riesce a sbarcare il lunario.

Il buon Putin però sta mettendo tutti questi lavoratori di fronte ad un bel ricatto, il rischio cioè di non vedersi rinnovare il permesso per recarsi al lavoro. E non è certo l’unico mezzuccio che lo zar sta utilizzando.

Sono in molti, da una parte e dall’altra, ad essere convinti che l’Ucraina capitolerà.

Presa con la forza, se serve. Con le armi, ma soprattutto per fame, e per le braghe calate degli occidentali.

Pubblicato da

Roberto Rota

Nasco fotografo, e lo faccio diventare un lavoro. In tarda età mi appassiono di informatica e networking, che prendono il sopravvento anche professionalmente. Ora mi occupo prevalentemente di consulenza e assistenza su WordPress, progetti web e comunicazione in rete.

Rispondi