Montmartre, oppure un cassonetto…

Mia zia è preoccupata, ha paura che figli e parenti vari trascureranno le sue spoglie mortali dopo la sua dipartita, tanto che si sta organizzando per conto suo.

Non è una questione economica, la paura di lasciare un debito oltre che un dolore perché i funerali costano, nella sua famiglia i soldini non mancano.

È che lei vuole quella cassa, di quel colore e con quelle finiture, e poi non vuole un loculo qualsiasi in un cimitero qualsiasi, ma quel posto li, proprio quello. Vuole quel prete, se nel frattempo non è schiattato (o non si è spretato), quei fiori e quella chiesa.

Tutto già deciso (e acquistato), nei minimi particolari.

La sua sembra diventata una missione, una ragione di vita, e non perde occasione per cercare di convincere tutti che è cosa buona e giusta, che ad una certa età bisogna cominciare a pensare al proprio destino, quel particolare destino.

Puntualmente, io le ho sempre risposto che:

“Quando tocca a me, buttatemi in un cassonetto quando nessuno vi vede, e mi raccomando di rispettare la raccolta differenziata…”

Giusto per sfotterla un po’, e per cambiare scaramanticamente discorso.

Qualche giorno fa mi ha telefonato, il solito giro di telefonate ad amici e parenti lontani per spettegolare un po’, e dopo i convenevoli di rito di nuovo la fatidica domanda: “allora Roberto, hai cominciato a pensarci? Perché ormai pure tu non sei più tanto giovincello…”

“Guarda zia, ho cambiato idea, voglio essere seppellito a Parigi, a Montmartre.
Magari vicino a lei, la divina Dalida.
Ci sono tante vecchie tombe, rotte e sicuramente abbandonate. Andate li di notte e mi mettete dentro una di quelle, senza che nessuno se ne accorga.
E se proprio non si può fare, allora va bene il cassonetto.
Solo una raccomandazione: sceglietene uno isolato perché sai, con il caldo, gli odori…”

Un post assolutamente inutile

Baracca del cimitero in Ucraina

Tutto vero, questo è un post assolutamente inutile. Mi serve solo per verificare che alcuni meccanismi di pubblicazione funzionino a modino.

Ma dato che sei arrivato fin qui, non posso lasciarti andare a mani vuote, sarebbe da maleducati.

Allora ti racconto che la baracca dismessa della foto qui sopra, fatta nel 2009, si trova(va?)  nelle adiacenze di un piccolo cimitero di campagna a Borislav, in Ucraina.

In un primo tempo utilizzata, molto probabilmente, da chi  faceva la manutenzione del cimitero,  e da chi cerca riparo dal freddo poi, quando la manutenzione è stata lasciata ai familiari dei defunti.

La situazione al suo interno, tra suppellettili religiose, bottiglie di birra e di vodka, lasciava immaginare anche altri utilizzi, ma ho preferito non indagare troppo a fondo.