Mente, sapendo di mentire.

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Non mi interesso molto di politica, ma seguo con particolare interesse quanto sta accadendo in Ucraina.

Ci sono stato spesso, ho ancora diversi amici da quelle parti.

È un paese talmente diverso, tra est e ovest, che non puoi certo semplicemente “catalogarlo”, e io sono consapevole di aver vissuto solo una minima parte della vita di quel paese, quella più lontana dai clamori di quella che, a tutti gli effetti, è ormai una guerra non dichiarata.

Seguo le vicende ucraine, oltre che sui media ufficiali,  sul gruppo Facebook Euromaidanpr per Italia.

Pur senza entrare nel dibattito politico, ci sono due cose che mi fanno venire il voltastomaco, ed un po’ di paura:

  1. L’ipocrisia e l’impotenza dell’Europa, e degli Stati Uniti, che parlano di situazione inaccettabile, di sanzioni, ma che di fatto calano le braghe di fronte allo zar Putin. In altre situazioni non si son fatti pregare, pure quando non interpellati. L’ONU non lo considero nemmeno, la Russia ha diritto di veto (sic!).
  2. Il delirio di Putin, che mente sapendo di mentire anche di fronte all’evidenza dei fatti, e quel che è peggio gode di un grande seguito.

Sono davvero preoccupato.

Quello che mi raccontano i miei amici ucraini.

Ucraina - Russia

I miei amici ucraini vivono in quella parte di paese al confine con la Polonia, nei pressi di Lviv (o Leopoli, o Lvov alla russa che dir si voglia).

Molti dei miei amici ucraini hanno un’età tale da poter raccontare buona parte in prima persona delle vicissitudini di quel paese. Dal dopoguerra alla guerra fredda, Dl muro di berlino alla secessione. Storie interessantissime, credetemi.

Alcuni sono filorussi, della serie che si stava meglio quando si stava peggio (non avevamo i vestiti firmati ma avevamo il pane, mi dicevano). Altri no, e per quello che mi ricordo fino a ieri le discussioni si limitavano al bar, davanti a tanta birra e vodka.

Ora al bar non ne parlano più. Sono comparsi dal nulla dei figuri poco raccomandabili, che ogni pretesto è buono per scatenare un putiferio, e se ci scappa qualche testa rotta è meglio.

Molti di loro per sbarcare il lunario lavorano in Russia, o in stati confederati, per aziende russe. Alcuni pure in Siberia, un lavoro maledetto nei campi petroliferi.

Un lavoro che mina indelebilmente il fisico, ma che molti preferiscono allo sbarcare il lunario alla meno peggio, quando si riesce a sbarcare il lunario.

Il buon Putin però sta mettendo tutti questi lavoratori di fronte ad un bel ricatto, il rischio cioè di non vedersi rinnovare il permesso per recarsi al lavoro. E non è certo l’unico mezzuccio che lo zar sta utilizzando.

Sono in molti, da una parte e dall’altra, ad essere convinti che l’Ucraina capitolerà.

Presa con la forza, se serve. Con le armi, ma soprattutto per fame, e per le braghe calate degli occidentali.