Quella brina dentro

Inverno, brina

La brina, la mattina presto, mi colpisce sempre, mi piace.

Mi fa pensare che sarà freddo, parecchio freddo, ma se avremo un po’ di fortuna, in breve tempo qualche raggio di sole potrebbe fare la differenza.

Altrimenti sarà freddo, parecchio freddo.

Peggio quando la brina te la senti dentro, e non c’è sole che possa scaldare.

 

Paranoie pomeridiane

Jack Nicholson - Shining

Da solo, distratto da mille pensieri, in macchina verso Bologna, mi sono sorpreso a fischiettare una canzoncina di Cremonini.

“Cremonini?? Ma che *azzo ti piglia?” mi sono detto.

“Ma una fettina di *azzi tuoi mai eh?” mi sono risposto, ed ho ripreso a fischiettare.

Ne ho tratto l’unica conclusione possibile.  Che sono ridotto davvero male…

Santa Lussia la vien de note

Quando ero bambino, a Verona, ancor prima di Babbo Natale e la Befana, c’era la notte di Santa Lucia.

Una notte magica.

La notte tra il 12 e il 13 dicembre, Santa Lucia entrava nelle case dei bambini buoni e portava loro dei regali. Chi diceva che passava da un buco nel soffitto, che si richiudeva velocissimo, altri che lasciava i regali davanti alla porta, se gli facevi trovare del latte e del fieno per il fido asinello Gastaldo.

Pochi regali, nel mio caso, perché i miei si potevano permettere poco, ma a un bambino basta davvero poco per giocare ed essere felice. Ai bambini meno buoni toccava il carbone, ma alla fine era buono pure quello, dolcissimo.

Era una delle rare notti in cui si andava a letto presto, di corsa, perché se la santa arrivava e trovava qualche bimbo sveglio erano guai. Niente regali, ma peggio ancora tanta cenere negli occhi, fino a rimanere ciechi.

Santa Lussia la vien de note, con le scarpe tute rote, col capel a la romana, Santa Lussia le’ to’ mama

Santa Lucia era cieca, e la tradizione vuole che a questa santa si votarono le mamme dei bambini che, in epoca imprecisata, furono vittime di un’epidemia sconosciuta che colpiva gli occhi, che portava alla cecità. Naturalmente l’intervento della santa fu provvidenziale, e di qui la festa.

In dicembre, attorno all’Arena di Verona, ci sono i banchetti di Santa Lucia. Ora c’è di tutto e di più, una volta erano praticamente solo regali per bimbi e dolciumi. O forse eravamo noi bimbi che vedevamo solo quelli…

Sigarette elettroniche, che fregatura

Sigaretta elettronica fregatura

Tanto per capirci, io sono uno di quei rompiballe che, se il pranzo o la cena va troppo per le lunghe, esce a fumare una sigaretta. Quando vado a casa di amici, sapendo di doverci stare più di venti minuti, prima li saluto, poi chiedo dove sia il balcone per i fumatori.

Io non voglio smettere di fumare, punto.

Non mi nascondo dietro ai “vorrei ma non riesco”, giusto per darmi un tono che non c’è. Mi piace, non voglio.

Chi mi sopporta tutti i giorni ormai l’ha capito, o forse si è rassegnata, ma ha voluto regalarmi comunque una di quelle sigarette elettroniche, senza nicotina.

Dovrebbe, in teoria, compensare la parte meccanica del fumare, il gesto di portarsi la sigaretta alla bocca e aspirare.

In pratica si aspira del vapore aromatizzato, un led si accende ad ogni boccata simulando la brace, e i più estrosi possono fare pure i cerchietti di fumo, ma è come fumarsi una caramella.

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Riccardo lavora con la mucca

Riccardo lavora al computer

Riccardo ogni tanto deve lavorare.

“Papà, dammi il computer che devo lavorare”. Papà lavora al computer. Probabilmente si vendica pure di tutte le volte che io gli dico che qualcosa non si può fare, o che bisogna aspettare cinque minuti, perché papà deve lavorare.

Allora si arrampica sulla mia sedia, afferra sicuro il mio mouse e va nell’angolino in alto a destra, e cambia utente.

“Papà ho messo la mucca”. La mucca è il suo utente, perché  ha una bella mucca colorata come sfondo scrivania. Prima era Bob l’aggiustatutto, poi ha deciso che la mucca gli piaceva di più tra le decine di sfondi che gli ho messo a disposizione.

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Come rovinare definitivamente la piazza più bella d’Italia in una foto

Piazza dell'Anfiteatro, LuccaStavo sfogliando svogliatamente le miniature delle mie foto su Aperture.

Mi sono soffermato in questa foto di Lucca, piazza dell’anfiteatro.

Una delle piazze più belle e suggestive d’Italia.

Difficile riuscire a rovinarla, banalizzarla. Ci sono luoghi che comunque li fotografi, da qualsiasi parte li prendi, sono comunque splendidi. Davvero difficile riuscire a rovinarli.

Questo giro credo proprio di esserci riuscito bene.

Poco serio, mi hanno detto (grrr)…

Qualche giorno fa mi hanno scritto che il mio blog era troppo poco serio per gli argomenti trattati. Incasso, porto a casa, rosico e rimugino.

Risutato? Ecco il nuovo vestitino del blog, basato sul tema Definition di WooThemes, tra i miei spacciatori di temi per WordPress preferiti.

A dirla tutta ne ho approfittato per unire l’utile al dilettevole. Dovendo fare delle modifiche ad un sito con eCommerce basato su questo tema, mi faceva comodo un altra installazione per confrontare le differenze con il tema originale.

E comunque, tutto sommato, non mi dispiace nemmeno…

Tema Definition by Woothemes