Sono solo storie…

Presente quelle cose che vuoi fare da tanto, tanto tempo, che riprendi in mano in continuazione senza mai terminarle, che te ne dimentichi e poi di tanto in tanto saltano fuori, per poi dimenticarle ancora?

Ecco, una di queste cose.

Solo che questa volta mi sono deciso e l’ho pubblicata, in modo da non potermi tirare ancora indietro.

Sono solo storie, o meglio pensieri che diventano storie, senza pretese, per il gusto di scriverli.

Solo storie…

Il catenaccio

Catenaccio - Vignola

Di fronte ho diverse porte. Dovrebbero rappresentare diverse possibili soluzioni, ma sono ben chiuse da altrettanti solidi catenacci.

Giusto uno si sta allentando, poco poco, ma è una faticaccia, e per uno che sembra voler cedere altri sembrano diventare sempre più inviolabili.

Un martello, molto pesante, presto…

Panfilo postumo

Venus, lo yacht di Steve Jobs

La premessa è d’obbligo: io di barche ci capisco una beata fava, non saprei nemmeno come cominciare a pulire le maniglie delle porte.

Però m’è cascato l’occhio sul panfilo che Steve Jobs voleva per la sua famiglia. Un progetto segretissimo, come tutte le cose di Jobs del resto. Il fondatore di Apple non ha fatto in tempo a vederlo, ma la moglie Laurene ha voluto che il progetto andasse avanti, a patto che fosse eseguito pari pari come il marito voleva. Alla fine è arrivato pure il varo.

Chiaro che non mi aspettavo una barca a forma di iPhone, o un iMac con i remi, ma a me questa barca non mi riesce proprio a piacermi.

Non lo so, quella specie di pagoda, quella fila di finestroni, quella coda tronca che mi ricorda certe automobili malriuscite…

Niente, non mi piace proprio, e non riesco ad immaginarmela come la barca di uno Steve Jobs in pensione, che gira il mondo con la famiglia.

Ma io, sottolineo, di barche non ci capisco niente…

Nebbia

Colline di Vignola con la nebbia

In genere non ricordo i sogni che faccio, tanto che alle volte vengono pure dei dubbi sul fatto che si sogni ogni notte.

Quelle poche volte che mi ricordo un sogno, ultimamente è sempre immerso nella nebbia. Magari luoghi e contesti diversi, diverse anche le persone, ma tutti avvolti dalla nebbia.

Sono andato a spulciare nei vari siti che raccontano il significato dei sogni, ed a parte qualcuno che cerca di far buon viso a cattivo gioco per  tutti è un sintomo di disagio. In effetti sto vivendo un lungo periodo di disagio, da troppi mesi ormai.

Dovrei andare a cercarmi la nebbia nella cabala, magari me la gioco al lotto…

Vecchie ruggini

Ruggine

Una ad una, stanno tornando a galla parecchie vecchie ruggini. Storie dimenticate, almeno credevo, alcune pure da decenni. Eppure sono tornate, come ferite mai del tutto rimarginate. Capace che qualcuna riesca ancora a fare parecchio male.

Uscita obbligatoria

Arsenale di Verona - Uscita pedoni

Ci sono storie in cui il finale lo decidi tu, o almeno ne sei protagonista attivo. Altre invece che ci sei dentro tirato per i capelli, senza possibilità o quasi di intervenire, che è tutto sbagliato, che vorresti cambiare le cose ma non puoi. Poi ci sono quelle che è tutto già segnato, e non puoi far altro che indirizzarti mestamente verso la via d’uscita, obbligatoria.

Storie di Londra

Londra 2002 - Double Decker

Londra bisogna che ci torni, prima o poi. L’ultima volta ci sono stato nel 2002, prima ero molto giovane e cercavo altre cose, nel 2002 ho cercato Londra e non ci sono riuscito.

Sicuramente per colpa mia, perché Londra c’è, è li da parecchi secoli alla portata di tutti, davanti al naso passo dopo passo, solo che io non la vedevo. Vuoi per la fretta di vedere troppe cose in troppo pochi giorni, vuoi perché forse non ero nello spirito giusto, in quei giorni.

Di Londra ricordo poco, e questo la dice lunga. Ricordo la parte egizia del British Museum, le abbuffate di fish and chips per mancanza di alternative, e una Londra dai finestrini degli storici autobus a due piani, i “Double Decker”, in un fine pomeriggio di pioggia come solo Londra sa regalare.

Troppo poco, tocca assolutamente tornarci.