La morte nella stanza

Oggi ho rivisto la morte.

Non mi riguardava direttamente, ma era li, in un letto di ospedale, in un povero vecchio tutto grinze e letto antidecubito d’ordinanza.

Stavo accompagnando un amico che doveva essere ricoverato, proprio in quella stanza, e quando siamo entrati l’aria era già pesante.

Lui era li, solo, grigio in pelle, quel grigiore inconfondibile, con le mani e le labbra giù scure.

Siamo entrati con i barrellieri ed un infermiere, ma tutti pensavano al nuovo arrivato.

Io stavo quasi per fare un cenno all’infermiere, giusto per fargli notare che, quel paziente, di pazienza ne aveva già avuta fin troppa.

L’infermiere per un attimo mi ha preceduto, l’occhio gli è caduto su quel povero vecchio ed ha pensato che doveva inventarsi qualcosa. Non per quel povero vecchio, che ormai poverino non aveva più bisogno di nulla, ma per se stesso, per la sua categoria e un pochino per noi, involontari spettatori.

Così è cominciata una specie di farsa, quasi comica. Fatta di tentativi di rianimazione assolutamente poco convincenti su quello che era palesemente non rianimabile. Massaggio cardiaco, respirazione assistita, carrelli di emergenza che entravano e uscivano.

Dovevano essere fatti, non ne dubito.

Il poverino non aveva parenti accanto, nessuno che gli fosse vicino a stringergli una mano quando è morto per davvero.

Era da solo, in quella stanza di ospedale, è morto senza che nessuno se ne accorgesse.

Waiting Easter

Quest’anno sono stato l’ultimo, nel condominio, a togliere gli addobbi natalizi dal balcone. Semplicemente non avevo voglia di farlo.

Bimbo e mamma però avevano già smontato l’albero in sala, impacchettato tutto per bene, e mamma aizzava bimbo a chiedermi con insistenza “papà quando togli le luci di babbo natale che è già passato?”

Preso per sfinimento…

Ora tutto è stato riposto più o meno ordinatamente in garage, a prendere la polvere fino al prossimo dicembre.

Il bimbo però deve aver cominciato a distinguere, in TV, le pubblicità che riguardano qualche festività, e ieri sera mi ha chiesto “papà, che regalo mi porta San Valentino?”

Ora tu vagli a spiegare che razza di festa maledetta sia San Valentino, che non lo riguarda, e come sia fortunato a non doversene occupare per un bel po’.

Maledetti anche questi della TV. La Befana è passata da poche ore, ancora si sente la puzza, e già attaccano con San Valentino.

Le uova di Pasqua con sorpresa quando sono programmate? Per fine gennaio?

Noi ci credevamo, alla rivoluzione…

Quando ero giovane, tanti decenni fa, credevo che una rivoluzione era possibile.

Lo credevamo in tanti, chi da una parte, chi dall’altra.

Qualcuno, come me, ha vomitato tanto, e ne è uscito. Schifato.

Qualcuno si è fatto prendere la mano, ed ha cominciato a sparare. Tanti sono finiti in galera, o sono scappati, qualcuno è stato massacrato di botte. Qualcuno ci ha lasciato la pelle.

Tanti hanno rincorso una carriera politica, inseguendo il sogno di poter cambiare le cose da dentro il sistema.

Ora, le facce di allora, gli amici della birreria e delle sedi di partito, sono sui giornali. Non hanno sparato, non hanno ucciso nessuno.

Molto peggio, hanno ucciso i sogni di tanta gente, hanno tolto la possibilità di una vita decorosa agli stessi che li hanno votati, depredandoli vigliaccamente.

Ora, senza vergogna alcuna, rincorrono una conferma.

Sono gli stessi che hanno ereditato il potere dai loro predecessori, quelli stessi che avrebbero voluto combattere, quando ancora gli ideali contavano qualcosa.

Sono gli stessi che hanno impoverito una nazione, che l’hanno messa in ginocchio, per il loro tornaconto. Gonfi di quella fastidiosa arroganza che arriva dalla sicurezza di farla franca, comunque, in un modo o nell’altro.

Meschine marionette in mano a poteri ancora più grandi.

La rivoluzione ha vomitato i suoi figli.

Regali da bimbiminkia

No grazie, l’undicesimo (su 12) regalo di Apple, in quella che oramai è diventata una tradizione natalizia per possessori di iPad e iPhone, lo salto a piè pari.

Del video musicale gratuito degli One Direction ne faccio volentieri a meno. Anche se è gratis.

E non lo scarico  manco per regalarlo a qualcuno, non mi viene in mente nessuno così bimbominkioso da poterlo apprezzare.

Speriamo nel dodicesimo, anche se devo dire che quest’anno, dei regali di Apple, finora ne avrò approfittato di due, tre al massimo.

L’anno scorso era andata meglio.

Il 2013 dovrà essere differente, per forza!

Cosa cambierà nel 2013?
Probabilmente poco, saremo sempre qui a scrivere di cose già scritte.
Ma per certe cose, quelle importanti per davvero, dovrà essere differente.
Per forza!
Auguriamocelo tutti…

Auguri per un 2013 differente davvero!

(Immagine “rubata” a @mante su Twitter…)

Delfino curioso…

Olly in acquario

Bimbo nemmeno treenne, incazzato come un caimano all’uscita dell’acquario.

Non aveva trovato Olly, in nessuna vasca…

Cambiare l’Italia, partendo dal web

il blog in WordPress di Mario Monti

“Cambiare l’Italia, riformare l’Europa” è il titolo del nuovo blog dell’ormai ex premier Mario Monti, all’indirizzo agenda-monti-it.

Mi interessa poco (ora, qui) la parte politica, ma è interessante notare quanto è stato fatto da quando Monti ha dovuto rimettere le sue dimissioni in mano del Presidente Napolitano.

Il blog è stato attivato in fretta, il dominio registrato solo pochi giorni fa su Register, intestato alla sua portavoce Elisabetta “Betty” Olivi. Tutte informazioni pubbliche, ricavabili con un semplice whois.

Per altro non è nemmeno stata attivata la privacy sul registrante del dominio.

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