Panoramica gentilmente offerta dalle colline bolognesi, e da Google.

Colline bolognesi, panoramica automatica

Capita che si alzi la nebbia, mentre sei alla ricerca di una trattoria sulle colline bolognesi.

Capita che Google si accorga che hai fatto qualche scatto con lo smartphone, e che qualcuno di questi abbia delle parti in comune, tanto da riuscire attaccarli insieme, senza dirti nulla, e che ti restituisca una foto panoramica che non ti aspettavi.

La panoramica in fondo non è questa gran cosa, ma ho apprezzato il pensierino da parte di Google.

Angurie, zanzare e mutande pulite

Le impostazioni postume di Google

Stavo leggendo questo articolo dell’amico di cinguettii Skande, e mi è venuto in mente quando ero ragazzino, e passavo le estati dalla nonna, nella bassa veronese.

Torride estati, fatte di afa, angurie e zanzare.

Passavo le giornate scorrazzando in bicicletta sugli argini dell’Adige, con gli amici teppistelli. Uscivo lindo, rientravo il più delle volte sfatto.

Ogni giorno, puntualmente, la nonna mi lasciava andare solo dopo avermi ripetuto le solite raccomandazioni:

“Te le sei messe le mutande pulite?
E i calzini, sicuro che non hai le dita di fuori?
No perché potresti finire in ospedale, o anche peggio, e faresti una brutta figura…”

Se ci fosse ora, sicuramente aggiungerebbe anche:

“Hai modificato le tue impostazioni su Google?”

Sì, le impostazioni sulla inattività degli account di Google.

È vero che partono con un “avvisami se il mio account è fermo da tot tempo”, ma finiscono con un “chi vuoi che avvisiamo se ti succede qualcosa, e cosa gli diciamo?”

Non è proprio così, ma potrebbe tranquillamente esserlo no?

Liberi di toccare quello che ritenete più opportuno, ferro o altro…

Google Disaster? E le poste?

Leggo che ieri c’è stato un disservizio di 1 ora sulla posta elettronica di Gmail, il disservizio ha riguardato, sembrerebbe, il 2% dell’utenza complessiva. Questo 2% non riusciva a collegarsi ai propri account, ed ha ricevuto le mail con ritardi “importanti”.

Certo, il 2% di utenti per un colosso come Gmail è un numero bello grande, un sacco di gente infastidita, però la percentuale è sempre bella piccola.

Io sono stato fortunato, gestisco diversi domini di posta su Gmail, miei e non miei, e pure un paio di account di servizio, e non ho riscontrato difficoltà. Rientro nel 98%, nella confraternita dei “Benedetti dal Signore”, una volta tanto. (È vero che era più facile finire nel 98% piuttosto che negli altri, statisticamente parlando, ma le statistiche non tengono conto della Legge di Murphy)

Sul web scenari apocalittici, il classico effetto “rimpalla & amplifica” con considerazioni che diventano via via più catastrofiche. Qualcuno ha ipotizzato la fine dei servizi di posta di Google.

Chiaro che la società di Mountain View non è esente da problemi, di tanto in tanto qualcosina va storto pure a loro, ma vogliamo paragonare il blackout del 2% della posta Gmail per un’ora con il 100% della posta gestita da Aruba per parecchie ore, anche giorni, in due occasioni in rapida successione diventate storiche nel 2011?
E Aruba per l’italica realtà tanto piccola non è…

Giusto solo per fare un esempio, per carità.

Se vogliamo parlare di disastri per davvero, disastri che si ripresentano ormai con ciclica puntualità, andiamo a fare le spulci alle nostre Poste, che normalmente funzionano come funzionano, e che solo l’altro ieri hanno avuto tutti i sistemi bloccati per l’ennesima volta, in tutta Italia e per parecchie ore, causando non pochi disservizi a cittadini ed aziende.

Coda alle Poste

E mi vieni a parlare di privacy?

Privacy e Social Network

Maledetta la volta che si è iniziato il discorso sui Social Network. Un’amica mi tiene un’ora a parlarmi di quanto ami che venga rispettata la sua privacy, di quanto ci tiene che le sue cose restino solo nell’ambito del suo privato, e la riservatezza, e la discrezione, e via discorrendo. Una noia terribile.

Mentre parla, continua a smanacciare sul suo telefonino e di tanto in tanto intravedo i loghi di Facebook e Twitter.
Davvero una pessima abitudine, quella di smanettare col telefonino mentre stai parlando con un’altra persona, non la sopportavo già ai tempi dei soli sms.

Smanetta col telefonino, e me la smena con la privacy. Due palle…

Allora mentre lei continua a parlare tiro fuori il mio fido iPad (alla faccia della buona creanza, tanto vuoi forse che gliene fregava qualcosa?), accendo la connessione e faccio una ricerchina su Google con il suo nome e cognome.

Il tempo che lei rallenta il suo blaterare e io le ho cito i luoghi dove è andata in vacanza negli ultimi anni, permettendomi di giudicare il suo look e pure quello di chi la accompagnava, visto che se non c’era il nome dei terzi non mancavano però generose foto, scopro una pagina su facebook dove parla dei suoi gusti sessuali, in un paio di ginguettii si parla di politica e di chi ha votato nelle ultime occasioni. C’è pure un tizio che parla male di lei, per futili motivi.

Alla faccia della privacy…

Voglia di Pompei

Ci sono posti in cui uno ritornerebbe sempre, qualsiasi occasione è buona. Per me uno di questi è Pompei, un luogo dal fascino indescrivibile.
Non è proprio dietro l’angolo, per me almeno, e adesso scopro che grazie a Google Street View di tanto in tanto posso anche andarci, virtualmente.

Non è la stessa cosa, meglio dirlo subito. Passeggiare per le rovine, calpestare con i propri piedi il lastricato delle antiche vie romane, addentrarsi timidamente in ville e negozi che brulicavano di vita e che sono stati “congelati” da millenni, incazzarsi per il degrado degli uomini e delle istituzioni.

Alla fine è inevitabile farsi trasportare dall’immaginazione, mista alle emozioni che un luogo così unico riesce a dare, e tutto questo ha indiscutibilmente un altro sapore, Google Street View non può arrivare a tanto, ma meglio che niente…


Visualizzazione ingrandita della mappa

Ispirato da: Google Street View: Navigare virtualmente a Pompei – ZioGeeK.